L’importanza dell’ecografia diagnostica per la prevenzione mammaria

Il tumore alla mammella è la neoplasia più frequente in tutte le età della donna (si parla del 25% di tutti i tumori, responsabile di quasi il 15% di morti per cancro nel sesso femminile). L’andamento della malattia è fortemente influenzato dalla prevenzione, che quindi risulta particolarmente importante. Al giorno d’oggi le tecnologie ci permettono di effettuare una diagnosi precoce, che insieme a tutti i miglioramenti che sono stati fatti dal punto di vista terapeutico, garantiscono ottime possibilità di guarigione.

Qual è il miglior modo per fare prevenzione?

Principalmente la mammografia - che è assolutamente la metodica diagnostica al giorno d’oggi più evoluta per trovare il tumore alla mammella quando è all’origine, quindi prima che causi sintomi. Tutte le evidenze scientifiche ci dicono che facendo la mammografia c’è una riduzione importante di mortalità nell’età compresa tra 40 e 75 anni”.

Perché la mammografia viene fatta a partire dai 40 anni e non prima?

“Prima dei 40 anni il tessuto del seno è generalmente più denso e può essere difficile identificare con la mammografia un eventuale tumore. Dopo i 40 anni si presuppone che il seno perda un po’ di componente ghiandolare, che rappresenta un ostacolo per l’esame. Inoltre nell’età avanzata, in particolare dopo la menopausa, i tumori alla mammella sono più frequenti, quindi la fascia di età 40-75 è la migliore per la prevenzione”.

Fare la mammografia risulta dannoso per la salute?

La quantità di radiazioni che la paziente assorbe durante una mammografia è assolutamente trascurabile e non dannosa per la sua salute. Inoltre diminuisce con l’aumentare dell’età della donna”.

Quale può essere il ruolo dell’ecografia?

“In età giovanile si utilizza più frequentemente l’ecografia, che permette di visualizzare meglio lesioni anche in un seno denso. Rimane uno strumento estremamente utile unitamente alla mammografia sia da solo, sia come ulteriore esame in aggiunta”.

“Tengo a precisare che ogni donna non è uguale all’altra e quindi lo screening di prevenzione del tumore deve essere personalizzato sul tipo di persona. Ci sono donne che ad esempio hanno una composizione diversa del seno, anche inversamente proporzionale rispetto alla loro età anagrafica.

Lo screening personalizzato si basa sul grado di densità della mammella per scegliere quale metodica utilizzare e sulla storia familiare, perché se sono presenti casi in famiglia di tumore al seno, i controlli dovranno essere più specifici e più frequenti rispetto a quelli effettuati sulla popolazione generale. In questi casi sono previste anche consulenze genetiche per valutare eventuali ereditarietà”.