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FAQ

Scegli sempre l’eccellenza per il tuo bene più prezioso: la salute.

Pietro Ticci

L’anca di un neonato, la spalla di un giovane atleta, il seno di una donna adulta, la vescica di un anziano…

Tutte cose che apparentemente non sembrano unite tra loro, ma che invece sono tutte legate dalla possibilità di “essere viste”, grazie agli ultrasuoni. Grazie quindi alle ecografie. È proprio quello strumento denominato ecografo a inviare gli ultrasuoni. All’ecografo è collegata una sonda che orientata dalle mani del medico, cattura gli ultrasuoni di ritorno e li riconduce all’interno dell’ecografo, dove i segnali vengono decodificati e trasformati in immagini. Fino a fornire una precisa definizione, una “cartina geografica”, della parte studiata.

Le onde degli ultrasuoni penetrano all’interno dei tessuti senza effetti nocivi, perché non sono raggi X. Quindi non impongono alcune forma di protezione all’individuo, che può ripetere più volte l’esame.

L’ecografia si utilizza per lo studio di numerosi organi (fra i principali, tiroide, mammella, muscoli, fegato e vie biliari, pancreas, milza, rene, prostata, vescica, utero ed ovaie) dei quali riesce ad evidenziare le alterazioni strutturali, conseguenze di diverse malattie.

L’ecografia non si può applicare a tutte le parti del corpo, perché gli ultrasuoni non riescono ad attraversare tutte le strutture fisiche. non si può effettuare in quelle parti del corpo circondate da tessuto osseo o da aria, perché gli ultrasuoni non riescono ad attraversarle, venendo quindi riflessi

Per lo studio degli organi addominali (in particolare, fegato e colecisti), in genere da almeno 1 a 3 giorni precedenti l'ecografia è raccomandato di evitare tutti gli alimenti che portano alla formazione di gas a livello intestinale, quindi verdura, frutta, legumi, formaggi e latticini, bevande gasate e caffè; con moderazione possono essere assunti i cereali, che devono comunque essere evitati nel giorno precedente l'esame. Tutto deve essere cucinato "in bianco" senza aggiunta di condimenti. Va inoltre osservato il digiuno assoluto per almeno 5 ore prima dell’esame (acqua e medicinali possono essere assunti liberamente).

Per lo studio degli organi pelvici, invece (vescica, prostata, utero ed ovaie), è necessario avere la vescica piena (aver finito di bere circa 1 litro di acqua 1 ora prima dell’esame).

In particolari condizioni (studio di organi addominali e pelvici in pazienti sofferenti di stitichezza e nell’ecografia transrettale per lo studio della prostata) è consigliabile effettuare un clistere di pulizia la sera prima dell’esame.

Per tutti gli altri esami non è necessaria alcuna preparazione.

In primis il paziente solitamente è invitato a sdraiarsi sul lettino in posizione supina o su di un fianco.

L’ecografista, dopo aver pulito la sonda ed averla disinfettata con un’apposita sostanza atossica, applica il gel sulla zona interessata (il gel è pre-riscaldato alla temperatura corporea per evitare al paziente, ed in particolare ai bambini, il fastidio derivante dall’applicazione del gel freddo) e comincia a far scorrere la sonda sulla cute. Può essere necessario per alcuni istanti trattenere il respiro e spesso per uno studio accurato di tutto l’organo è necessario cambiare più volte la posizione.

L’esame dura in media circa 30 minuti, ma in alcuni casi particolarmente complessi può richiedere fino ad un’ora. Il risultato può essere comunicato immediatamente ed inviato successivamente anche al domicilio del paziente ed in ogni caso è disponibile al massimo entro 24 ore dall’esecuzione sia in formato cartaceo (fotografie) che digitale (CD).

Terminato l’esame, il paziente non deve eseguire regimi o prescrizioni particolari e può immediatamente riprendere la sua normale attività.

Il medico può eventualmente consigliare la ripetizione dell’esame dopo esecuzione di una preparazione più scrupolosa, nel caso quella effettuata non sia stata sufficiente.

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